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Regista Autodidatta

Stefano Ballini Videomaker

Sono un regista amatoriale appassionato di memoria storica, amo raccontare le storie della Seconda Guerra Mondiale attraverso le emozioni dei protagonisti.
I miei video sono tutti no profit e senza fini di lucro. 

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The Backdoor Society – This is Nowhere

The Backdoor Society – This is Nowhere – Area Pirata – Band che nasce nel 2017 nella zona di Piacenza, dalle ceneri dei Rookies. Il loro blues punk rock psichedelico colpisce, suona, batte, vive e resiste come solo chi ha un’anima regge. Dodici pezzi che a me rimandano principalmente a una band, unica, i Gun Club. Ok ci sono anche altre influenze più o meno marcate tipo Sonics, Died Pretty ma anche Pretty Things e chissà quanti “pretty” potrei aggiungere. Gone Away, Set Me Free, ogni pezzo ha da dire la sua e lo fa bene… intanto lo spirito di Jeffrey Lee Pierce aleggia nella stanza e mi sta dicendo di non sbagliare questa recensione… ok tanto RNR ma quello che affiora in continuazione è la dissacrazione punk, quel che in più che fa di questo disco e questa band qualcosa da ascoltare con molta attenzione. Bravi! https://areapiratarec.bandcamp.com/album/this-is-nowhere

Not Moving LTD - Love Beat

Not Moving LTD-Love Beat – (Area Pirata)- Chi Siano i Not Moving lo sapete già tutti, sarei una lagna se rifacessi il pippone sulla loro storia e su quanto siano stati importanti e seminali per l’underground italiano. Dal 2019 si è aggiunta la sigla “LTD” che sta a marchiare la band con le iniziali dei tre membri storici: Lilith, Tony e Dome.

Sto ascoltando da settimane questo disco e mi sto accorgendo che è il loro lavoro più maturo. Ha una storicità profonda fra le note, molti rimandi al passato, alla storia, quella vera, al RNR quello che mai viene citato… e di questo li ringrazio, il ritornello dell’open Deep Eyes me lo canticchio quotidianamente senza pensarci, il ritmo alla Cramps mi fa letteralmente impazzire, ma è con il secondo pezzo Goin for a Ride che mi esalto, mi ricorda tantissimo Lux Interior e soci e nello specifico in Whats Inside a Girl di quel disco meraviglioso intitolato “A date with Elvis”. Down she Goes ha ancora un ritornello devastante per la mia martoriata mente post covid, e il ricordo mi trasla direttamente su How Far Can Too Far Go? Dei Cramps, splendida! La chitarra di Dome sparecchia il tavolo e vi tira la tovaglia imbandita nel groppone! In Dirty Time c’è un certo eco verso i Gun Club così come in Primitive, la Title Track risulta godibilissima. Arrivati nella parte finale del disco c’è Don’t Give Up con un ritornello ancora una volta stellare che canticchio volentieri a passeggio per le campagne chiantigiane! Rubbish Land ballatona tarantiniana di alto spessore artistico e la conclusiva Red Line che conclude il discorso iniziato con Goin for a Ride. La cosa che accomuna molto la band ai Cramps è anche l’assenza di basso e di due chitarre incastonate perfettamente fra la voce accogliente di Lilith e la batteria di Tony, che scandisce il tempo presso la perfezione assoluta. Un gran disco che non ha tempo, un disco che poteva essere uscito 30 anni fa ma che potrebbe essere (e sarà) un must di futura memoria. Da Avere! https://areapiratarec.bandcamp.com/album/love-beat

Sergio Messina and the Four Twenties- Sensual Musicology

Sergio Messina and the Four Twenties-“Sensual Musicology”- Sergio Messina sta invecchiando, ma come usa dire ora sul “UEB”: lo sta facendo bene! Passati i tempi del Mulino Bianco e di Gabriele Ansaloni, il Sergio attuale scava nei meandri della sua e nostra mente, l’emotività che fuoriesce da ogni traccia è notevole. Ho parlato dei suoi precedenti lavori e le sue note mi hanno spesso convinto a riascoltare ripetutamente i suoi brani. Passiamo a Sensual Musicology... Goodbye Porkpie Hat di Charles Mingus viene rielaborata alla “Mia” maniera e Sergio sa a cosa mi riferisco. Il virtuosismo di SM va a toccare la storia…e così Amara Terra Mia di Domenico Modugno ti agguanta per lo stomaco e ti stravolge, ti cattura, ti prende, profondamente, una rielaborazione di gran classe, sopraffina. Valeria Rossi, voce intensa, interpreta Sometimes Remember. La perla arriva con la rielaborazione di The way you make me feel di Michael Jackson, non dico niente… ascoltatela! Chiudono la facciata Just because you're dead e Sono stufa di tutto, la prima di gran stile, la seconda che ha un senso sempre più marcato con l’andare del tempo, Buddha Stick colpisce ancora. La versione del Bolero di Ravel ancora più in là spinge i sensi di chi ascolta, sono sincero, il Bolero mi era balenato precedentemente in mente ascoltando lo scorso disco… un desiderio mio nascosto casualmente esaudito? Forse! La versione digitale, disponibile su Bandcamp e in streaming, contiene due bonus track: un Valzer olandese e una versione di In a Silent Way, capolavoro di Joe Zawinul nell'arrangiamento di Miles Davis, che vede la partecipazione di Tez/Maurizio Martinucci, musicista, sperimentatore a tutto tondo e membro attuale dei Clock DVA. Chiudo questa recensione dicendo che si vola alti, molto, musicalmente, culturalmente e sensorialmente. Sergio Messina oggi è questo… non oso pensare una successiva evoluzione. Un lavoro importante. Hell Yeah! Recording

https://sergiomessina.bandcamp.com/


Le Muffe - Down, Down, Down

Le Muffe “Down Down Down” – (Area Pirata)- Organo Farfisa, basso e batteria, no non c’entrano i Doors o almeno toglieteveli dalla testa, Le Muffe con quell’organo in mano puntano diritto al vostro deretano ormai stannco e provato, ma voi resistete il più possibile, finchè, un giorno, uscirà un disco che vi manderà fuori… eccolo… si chiama Down Down Down e allora li si allentano un attimo le resistenze e il resto ve lo potete immaginare. Le Muffe trapanano le vostre orecchie, ve la menano con la Farfisa e fanno bene. Suv mi fa veramente stare bene, che testo ragazzi! Bravissimi! Giungla d’Asfalto potente e con un Moribondo ritornello agghiacciantemente melodico. Ragazzo Beat carinissima! Mah… tra le varie influenze io ci sento anche un po’ di Skiantos sinceramente anche se nessuno li cita. A me piacciono perché fanno quello che gli piace strafottendosene di quello che pensa chi ascolta. Sarei curiosissimo di vederli dal vivo! www.areapirata.com

Punti di vista NON secondari

In questi giorni, scorrendo la bacheca di Facebook, sono incappato in un post che mi ha incuriosito molto. Un amico ha pubblicato un video musicale, non è un amico di origini italiane e questo video era una ripresa televisiva di questa canzone cantata nella sua lingua da una brava cantante ecc… un video e una canzone talmente lontana dalla mia immaginazione, dal mio stile di vita, dalla mia cultura, che di primo acchito mi è venuto da evitare e cassare subito… poi invece sono tornato indietro e l’ho visto tutto, non l’ho minimamente compreso ma ho pensato: al mondo esistiamo solo noi? Io, te, lui è così via…? “Forse” esiste anche un modo di vivere la vita diverso a quello che noi viviamo, sarà banale e scontato ma non lo è per niente. Mi sono sentito triste, perché troppe volte ho ignorato, cassato o eliminato cose solo perché diverse da quello che è il mio standard di pensiero, di vita, probabilmente più che un mio difetto credo sia una caratteristica umana, purtroppo. Forse questa cosa mi ha fatto pensare un po’ e poi scivolerà oltre, ma quell’amico, che conosco anche nella vita reale, probabilmente avrà una considerazione leggermente diversa da parte mia da ora in poi. Chi siamo noi per giudicare o peggio ancora ignorare? Quella canzone probabilmente lo rende felice, lo fa sognare e chissà cos’altro. Io non la comprendo ma forse comincio a capire il perché.